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📅 15/07/2026 → 14/08/2026
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Evento 📍 Aspet

EXPOSITION "TRACER LES PARCOURS, SAVOIR SE PLACER..." D'AURÉLIA GUY

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Date
Dal 15 luglio 2026 al 14 agosto 2026
✓ In corso

Il sito dell'Ufficio del Turismo di Aspet, attraverso il giardino e la sala espositiva, dà il benvenuto all'artista visiva Aurélia Guy!

La mostra %ABTracciare i percorsi, sapersi collocare...%BB è un’installazione che si colloca al crocevia tra l’arte contemporanea e le scienze umane, tra osservazione/ pratica pastorale e pratica artistica, e le testimonianze dei movimenti pastorali per mappare un’eterotopia pastorale (secondo Michel Foucault) che tenti di orientarsi nel paesaggio in mezzo al mondo vivente e con il cane da pastore. Una collezione di arazzi e mantelli in feltro, qui presentati, nasce da un protocollo di ricerca sul campo: escursioni negli alpeggi di Cagire, Escalette, Gar, Bentaillou, Urets, Formiguères, Gérac, Val Louron... incontri con pastori, allevatori, tosatori, raccolta di racconti e gesti, tosatura e raccolta della lana delle greggi che hanno transumato e sono scese dalla montagna nel massiccio pirenaico.

Questa materia prima, lavorata a mano, raccolta, selezionata, lavata, cardata, pettinata, infeltrita, diventa il supporto di una proposta di cartografia dinamica della materia lana, una messa in forma, nel suo insieme, delle relazioni tra esseri umani, animali e territori.

Ogni feltro è al tempo stesso un archivio materiale per la sua materia e la sua geografia, nonché uno spazio cartografico sensibile al movimento nel suo paesaggio: quello delle transumanze, degli spostamenti degli animali, dei viaggi legati alla pratica pastorale estiva nei Pirenei.

La dimensione coreografica del gesto pastorale e artigianale di questa ricerca creativa emerge dal camminare, dal camminare con le pecore e dalla topografia come metodi: percorrere il paesaggio in tutte le condizioni meteorologiche, tracciare, condurre il gregge nella sua topografia radicale, inserirsi in un ritmo, un respiro, una presenza, saper posizionarsi tra i cani e le pecore, camminare, camminare, ripararsi, camminare ma soprattutto, che mangino bene!

La montagna diventa uno spazio di scrittura del vivente, del gesto di cura, del tracciato, della transumanza, dove l’attenzione al vivente si traduce in forme di movimento condivise tra umani e non umani, tra corpi e materia, il tutto forma una partitura coreografica.

Coniugando pratiche pastorali, cartografia, arte tessile e transumanza, Aurélia Guy si interroga sul modo in cui i gesti artigianali, di protezione delle greggi e di adattamento alla Natura plasmano il nostro modo di muoverci nei paesaggi, di abitare tra gli esseri viventi.